L’equilibrio è la chiave

#EquilibrioInTavola: la tua rubrica per accostarti ad un’alimentazione sana e appagante

Benvenuto/a nel primo episodio della rubrica #EquilibrioInTavola, ossia una serie di articoli in cui ti accompagnerò step by step a scoprire il piacere di un’alimentazione sana, con cui onorare appieno la tua fame fisica e mentale.

In questo primo articolo vorrei partire dalle basi, chiarendo che cosa intendo con il termine “alimentazione sana”: troppo spesso infatti si tende ad associarla ad un modo limitante e noioso di vivere il cibo, una privazione degli alimenti che – si suppone – appaghino realmente. È inutile negare che in molti, al sentir pronunciare la parola “dieta sana”, arricciano il naso: ecco allora che nelle loro menti si proiettano immagini degne di un film dell’orrore, una vita fatta di insalate scondite, petti di pollo duri come il legno, insipide verdurine lessate, niente olio, addio al burro e vade retro ai piatti di pasta e ai prodotti da forno, gli indiscussi demoni della salute (e della linea). Insomma, generalmente “alimentazione sana” è intesa come sinonimo di “alimentazione dietetica e restrittiva”. Alt alt alt. 

Tutto ciò non si avvicina nemmeno lontanamente a quello che voglio portare su questo Blog. Infatti quel genere di dieta (intesa proprio come “stile alimentare”) non solo risulta inadeguata al reale nutrimento del corpo, ma comporta anche un senso di frustrazione e inappagamento: il cibo non riesce più a donare gratificazione, come se provare piacere nel mangiare qualcosa di buono e appetitoso fosse un peccato, una colpa. Se ti è mai capitato di pensarlo, allora credo proprio che tu abbia bisogno di continuare a leggere: perché una dieta di questo tipo non ti porterà solo a deperire fisicamente, ma anche emotivamente.

Al contrario, un’alimentazione sana è quella in grado di soddisfare sia i bisogni del tuo corpo che quelli della tua anima: è nutrimento fisico e soddisfazione emotiva, energia ed entusiasmo per la vita. È per questo che, se in tal contesto si tende a privilegiare alimenti di qualità e ricchi di nutrienti per soddisfare i bisogni del corpo, non esiste alcuna regola che vieti di mangiare alimenti meno sani (sì, quelli che generalmente vengono considerati “schifezze”) se questo significa appagare una voglia mentale: infatti non è il singolo alimento a fare la differenza, ma la somma delle tue abitudini alimentari. Il problema, per l’appunto, sta proprio nel modo in cui etichettiamo il cibo entro netti gruppi: non esiste una dicotomia tra cibo “buono” e cibo “cattivo”, come nemmeno tra cibo “che fa ingrassare” e cibo “che fa dimagrire” o “che fa male” (con l’esclusione dei cibi cancerogeni!) e “che fa bene” in assoluto. Esistono solo abitudini alimentari che ci possono donare benessere o, al contrario, malessere: fisicamente ed emotivamente.

Quindi, cibo come nutrimento per il corpo da un lato, come gratificazione per l’anima dall’altro: sono due facce della stessa medaglia che devono coesistere in equilibrio. Alimentarsi in maniera impeccabile dal punto di vista nutrizionale ignorando le proprie voglie può diventare mentalmente patologico; allo stesso modo non sarebbe sano per il nostro corpo mangiare in maniera incontrollata per trovare gratificazione e compensare ciò che non ci soddisfa nella vita: in questo caso la soluzione non è mangiare, ma alzarsi e agire per cambiare le cose. Per questo saper alimentarsi in modo sano non è sempre facile, perché implica una forte consapevolezza sia di ciò che portiamo in tavola sia di noi stessi e dei nostri stati emotivi.

Un’alimentazione sana, dunque, risulterà una dieta inclusiva, in cui ogni alimento trova il suo spazio per essere consumato nelle giuste quantità: non esiste un Giusto assoluto, ma piuttosto un equilibrio che ognuno deve conquistare individualmente, imparando a conciliare sapientemente i bisogni del corpo e della mente. Mens sana in corpore sano. In questo campo non esiste il confronto con l’altro: c’è solo ciò che fa star bene il singolo individuo, unico nelle sue peculiarità e, proprio per questo, libero di compiere scelte che lo appaghino genuinamente.

Proviamo a fare qualche esempio concreto per capire meglio: i dolci solitamente sono etichettati come cibo “non sano”, ma sono una coccola per il nostro palato: se è vero che il loro apporto nutritivo è totalmente sbilanciato verso gli zuccheri e i grassi saturi, tuttavia non saranno mai nocivi per il nostro corpo nel momento in cui introdotti in maniera consapevole nel proprio stile alimentare: anzi, ci renderanno molto felici; così come la frutta, comunemente considerata un cibo “sano” da poter mangiare quasi senza limiti, in realtà può farci del male nel momento in cui ne abusiamo, perché ciò vorrebbe dire privarci di altri alimenti di cui il nostro corpo ha più bisogno (infatti apporta solo zuccheri semplici) e che, inoltre, potrebbero soddisfarci di più a livello emotivo. Mia mamma mi racconta sempre che, quando era bambina e arrivava la stagione delle ciliegie, ne faceva una grande scorpacciata… per poi ritrovarsi per ore e ore con il mal di stomaco e lo stato d’animo a terra: insomma, mangiare in maniera incontrollata (anche se si trattava di un cibo considerato sano) non le portava alcun tipo di benessere. Ancora, le verdure: povere di calorie grazie al loro alto apporto di fibre, indubbiamente ricche di preziosi micronutrienti, tuttavia sono spesso consumate in eccesso per compensare il reale bisogno di altri cibi più nutrienti; così si finisce per mangiarne a chili e ritrovarsi la pancia gonfia come un palloncino, pieni di voglia di divorare qualsiasi altra cosa… io ne so qualcosa!

Est modus in rebus, diceva Orazio: “ci vuole equilibrio nelle cose”. E aveva proprio ragione.

Apprendere l’aspetto tecnico dell’alimentazione richiede anni di studio, ma è possibile diventare padroni delle nozioni fondamentali per nutrire in modo più consapevole il nostro corpo; allo stesso modo si può imparare a valorizzare il cibo che portiamo quotidianamente in tavola per appagare profondamente la nostra anima: apprendere a selezionarlo quando facciamo la spesa, a cucinarlo nella maniera più adeguata, ad associarlo con altri alimenti, ad impiattarlo affinché appaia accattivante e, perfino, a mangiarlo in modo soddisfacente.

Se siete curiosi di sapere come, non vi resta che continuare a leggere gli articoli di questa rubrica ☺

Grazie per aver letto! Ci ritroveremo al prossimo episodio, in cui vi parlerò della fondamentale premessa affinché sia realmente possibile approcciarsi ad un’alimentazione sana: la consapevolezza.

A presto ☺

6 commenti Aggiungi il tuo

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