#EquilibrioInTavola: La tua rubrica per accostarti ad un’alimentazione sana e appagante
Benvenuto/a nel secondo episodio della rubrica #EquilibrioInTavola, ossia una serie di articoli in cui ti accompagnerò step by step a scoprire il piacere di un’alimentazione sana, con cui onorare appieno la tua fame fisica ed emotiva.
Se ti sei perso il primo episodio (L’equilibrio è la chiave), clicca qui.
Caro lettore, ora che ho chiarito cosa intendo quando parlo di alimentazione sana, è arrivato il momento di enunciare la fondamentale premessa affinché sia realmente possibile un approccio a questo stile alimentare. Infatti, dopo aver letto quanto scritto nel primo episodio, potrebbe sorgerti spontanea una domanda: “perché mai dovrei stravolgere la mia alimentazione per provare ad intraprendere questo percorso?”. È un’osservazione più che legittima proprio perché, come è normale che sia, all’inizio potrebbe risultare faticoso compiere delle scelte (per quanto esse possano essere fonte di benessere) che si allontanino dalle tue abitudini. Infatti, come ho specificato nel primo episodio, trovare un equilibrio di tal genere non è semplice e non è una conquista che si ottiene dall’oggi al domani.
Ci vuole motivazione: magari già la possiedi, magari no; magari pensi di avere dei motivi validi ma poi, a metà dell’opera, ti rendi conto che non erano abbastanza solidi e molli l’osso. Oppure continui, ma ti ritrovi infelice. La forza di volontà? Certo serve, ma non è sufficiente se i motivi che stanno alla base delle tue azioni non sono fondati.

Una volta, parlando con un amico ex-fumatore, gli chiesi come fosse riuscito dopo anni di dipendenza dalle sigarette a smettere completamente. Sai che mi rispose? Che aveva avuto successo nel momento stesso in cui aveva preso consapevolezza di quanto davvero facesse male fumare. Perché tutti i fumatori sanno quanto faccia male, tuttavia non ci si soffermano mai perché i motivi che li spingono a fumare sono più forti dei motivi che potrebbero farli smettere; per cui tendono a negare a sé stessi la verità della situazione (Denial and acceptance). Allo stesso modo funziona in qualsiasi altro ambito, compresa l’alimentazione sana: in teoria sappiamo che fa bene, che sarebbe una scelta assennata e che, con tutta probabilità, ci farebbe stare meglio, fisicamente ed emotivamente. Sì, in teoria. Ma nella pratica, quando i buoni propositi si scontrano con le difficoltà di cambiare le nostre abitudini, ecco che si verifica quell’affascinante dinamica che a me piace chiamare: “quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba”. Torniamo all’esempio di prima: il mio amico, prima di riuscire a smettere definitivamente di fumare, aveva pensato spesso a come riuscirci (Contemplation and planning) ma, quando tentava, qualcosa andava sempre storto: mi ha raccontato che, sebbene ogni volta gli sembrasse quella buona, alla fine arrivava sempre un evento che gli faceva perdere il controllo della situazione e lui, come reazione spontanea, ricominciava compulsivamente a cercare una sigaretta per scaricare lo stress; o semplicemente gli capitava di annoiarsi troppo: “cosa vuoi che sia una sigaretta in più o una in meno a questo punto?”. E così ricominciava (Action, maintenance and relapse). Ecco, la verità è che ogni volta la sua motivazione non era sufficiente; non c’era forza di volontà che tenesse, o perché non aveva afferrato appieno i giusti motivi, o perché non stava agendo per sé stesso e cercava semplicemente di compiacere qualcun altro (in psicologia si definisce motivazione estrinseca), così da non aver interiorizzato le convinzioni che lo aiutassero in questa svolta. Quando invece ha agito unicamente per sé stesso e ha vissuto l’ammonimento “fumare uccide” come una questione che lo riguardava DAVVERO, ecco che ha trovato la reale motivazione (motivazione intrinseca): e così, finalmente, è riuscito a smettere (Ending the cycle; i termini che ho indicato tra parentesi sono definiti The quitting smoking stages: se interessati all’argomento, cliccate qui). Insomma, quello che lo ha realmente cambiato è stata la consapevolezza e, di conseguenza, la giusta motivazione.
Essere consapevoli è un bello “sbatti”, vero? È molto più comodo fare finta di nulla, rimanere nel proprio loculo sicuro – la cosiddetta “comfort zone” –, vivere con spensieratezza senza porsi troppe domande. Eppure ti posso assicurare che la consapevolezza può regalarti anche molta gioia: agire e conoscere i motivi delle tue azioni, saperti orientare nella realtà – oggi più che mai sfaccettata e multiforme – ti rende padrone di te stesso, libero da qualsiasi catena, capace di autodeterminarti come meglio credi. Quando si parla dell’importanza dell’istruzione, si fa riferimento proprio a questo! Insomma, avere spirito critico è importante in qualsiasi ambito della tua vita: chiaramente non possiamo diventare esperti in tutto (vi confesso che nutro una certa antipatia per i “tuttologi”), ma si possono avere conoscenze di base negli argomenti più importanti o che, comunque, ci stanno più a cuore.

Tutto questo discorso vale per qualsiasi ambito e, quindi, anche per l’alimentazione sana: affinché sia possibile portarla avanti in modo costante e soddisfacente è fondamentale che, in primis, siate voi a desiderare davvero di mangiare in questo modo, avendo ben chiari i motivi per cui lo state facendo e consapevoli degli effettivi benefici che ne potrete ottenere (vi ricordate il mio amico ex-fumatore?): se state agendo perché vi dicono gli altri di farlo, perché pensate vada di moda o che sia necessario per avere un fisico scolpito, fermatevi. Magari vi sentite inadeguati, non vi accettate e pensate che, intraprendendo questo percorso, possiate iniziare ad amarvi davvero; o magari volete dimostrare qualcosa a qualcuno: fermatevi. Se non vi volete bene già da principio, non sarà mangiare sano che cambierà davvero qualcosa; se agite per soddisfare le aspettative di qualcun altro, finirete sempre per sopprimere i vostri desideri e trovarvi insoddisfatti. Quindi fermatevi a riflettere, perché fintantoché questi saranno i motivi e le aspettative che vi spingono in questa direzione, non sarete mai davvero contenti e le opzioni saranno due: o mollerete l’osso o continuerete, ma sarete profondamente infelici. Che senso avrebbe, allora? Se invece lo volete fare unicamente per voi stessi e per il vostro benessere, fisico e mentale, allora sarà un piacere impegnarsi a conoscere le basi della nutrizione (in modo tale da essere più critici nei confronti delle attuali mode alimentari, spesso prive di qualsiasi fondamento scientifico, e capaci di nutrire efficacemente il vostro corpo), come lo sarà imparare a valorizzare il cibo che portate quotidianamente in tavola (apprendendo a selezionarlo quando fate la spesa, a cucinarlo nella maniera più adeguata, ad associarlo con altri alimenti, ad impiattarlo affinché appaia accattivante e, perfino, a mangiarlo in modo soddisfacente). Questo stile alimentare vi porterà infatti a sperimentare una profonda energia fisica e mentale: più prestanti a livello sportivo (ma anche nelle faccende di ogni giorno), mentalmente più produttivi e propositivi. Vi sentirete forti, sotto tutti i punti di vista: credetemi, ne vale la pena.

Pensate stia esagerando? Vi posso assicurare che non è assolutamente così e per questo vi invito a provare sulla vostra pelle i benefici effettivi di questo stile di vita (sì, perché non diventerà solo una “dieta”, ma un modus vivendi). Se avete già avuto modo di sperimentare quanto siano reali, allora saprete esattamente a cosa mi riferisco e non avete bisogno di questa prova; se invece volete iniziare questo percorso, il mio consiglio è quello di non stravolgere in modo netto la vostra alimentazione: piuttosto provate ad introdurre gradualmente alcuni pasti bilanciati nel vostro stile di vita. Questo vi permetterà non solo di vivere con più naturalezza il cambiamento, ma anche di testare effettivamente le diverse sensazioni a livello fisico e mentale dopo un pasto equilibrato invece che “disordinato”. E così finirete per alimentare quotidianamente la fiamma della vostra motivazione. L’obiettivo non è arrivare il più velocemente possibile al traguardo, ma raggiungerlo godendovi il percorso: prendervi del tempo per agire con consapevolezza, non forzarvi a seguire delle regole prestabilite a voi estrinseche, ascoltando piuttosto le vostre necessità e ciò che davvero vi fa star bene.

Non sapete da dove iniziare per costruire dei pasti bilanciati? Allora non vi resta che continuare a leggere questa rubrica! Infatti, nel prossimo episodio, affronteremo proprio questo argomento. Se intanto avete bisogno di qualche spunto per realizzare un pasto sano, potete trovare alcune semplici ricette sul mio blog, oppure potete sfogliare le stories e le foto del mio account Instagram @foodire.pic.

Grazie per aver letto! Ci ritroveremo al prossimo episodio, in cui vi illustrerò i principi teorici dell’alimentazione, con cui acquisire un po’ più di consapevolezza in questo ambito.
A presto ☺

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