#EquilibrioInTavola: La tua rubrica per accostarti ad un’alimentazione sana e appagante.
Benvenuto/a nel quinto episodio della rubrica #EquilibrioInTavola, ossia una serie di articoli in cui ti accompagnerò step by step a scoprire il piacere di un’alimentazione sana, con cui onorare appieno la tua fame fisica ed emotiva.
Se ti sei perso gli episodi precedenti:
- Ep. I. L’equilibrio è la chiave;
- Ep. II. Motivazione e consapevolezza;
- Ep. III. Buon senso alimentare: i principi teorici;
- Ep. IV. Buon senso alimentare: indicazioni pratiche per l’uso.
Fare la spesa è una di quelle faccende che si amano o si odiano, c’è poco da fare. Esistono gli sfegatati appassionati, che non vedono l’ora arrivi questo momento della settimana per poter avventurarsi ed esplorare gli scaffali del supermercato; c’è chi, invece, vive come un invito al patibolo l’inevitabile arrivo di questo oneroso fardello, quando tocca perdersi per babelici labirinti alla ricerca di introvabili prodotti e, infine, affrontare l’attesa e il disagio di interminabili code alle casse.

Fare coscienziosamente la spesa sta alla base di una sana alimentazione: infatti le buone abitudini in merito a ciò che mangiamo si costruiscono a partire dalla scelta degli ingredienti consumati quotidianamente sulle nostre tavole. È quindi importante avere le idee ben chiare su cosa si voglia acquistare e saper selezionare i prodotti, a maggior ragione se si appartiene alla schiera di coloro che vivono tale momento con fastidio, magari addirittura ansia: questo stato d’animo porta facilmente a gestire malamente la spesa e a fare scelte poco ponderate, dettate dalla necessità di portare a termine il fardello nei tempi più stretti possibili. Soprattutto in seguito ai più recenti avvenimenti, si sono susseguiti un paio di mesi in cui fare la spesa è diventato un momento particolarmente stressante per tutti: sì, perfino per me, cultrice sfegatata di questo rito settimanale. Ciò mi ha spinta a riflettere sull’argomento e sono arrivata a sviluppare delle considerazioni che mi piacerebbe condividere in questa rubrica, per fornire una guida completa ad una spesa consapevole.

In particolare in questo articolo voglio affrontare il discorso del DOVE andare ad acquistare i prodotti: è abbastanza automatico per la maggior parte delle persone associare l’attività della spesa all’ambiente fisico del supermercato. Sicuramente i grandi punti di vendita rappresentano una comodità: essendo particolarmente riforniti, è facile trovare qualsiasi varietà di cibo e assecondare ogni voglia possibile ed inimmaginabile. È proprio per questo che, tuttavia, spesso si finisce per comprare prodotti che non ci servono davvero, magari neanche troppo salutari e che, in fin dei conti, ci fanno spendere più soldi di quelli necessari. I supermercati sono costruiti in modo tale da invogliare il consumatore a comprare il più possibile: sono ricchi di “punti strategici” in cui convogliare il compratore ingenuo, acchiapparlo e spingerlo a gettare nel carrello prodotti di cui non aveva davvero bisogno. È inoltre in questi punti vendita che si trova una quantità massiccia di alimenti estremamente processati e raffinati, quindi quanto più lontani dal concetto di cibo “naturale e di qualità” (alla base di una sana alimentazione, come abbiamo chiarito nel terzo episodio della rubrica). Detto questo, non voglio condannare i supermercati; sono una risorsa preziosa ma, come tutti gli strumenti al giorno d’oggi, va saputa gestire al meglio per poter ricavarne benefici piuttosto che danni: a carico della salute vostra e del vostro portafogli.

Dunque, prima di dedicarci nello specifico a come fare la spesa al supermercato (tema dell’episodio successivo), vorrei invitare a prendere in considerazione altri luoghi come fonti primarie per rifornire le scorte alimentari della vostre dispense. Parlo specialmente dei mercati rionali (i cosiddetti mercati coperti), ma anche i mercati “mobili” dove i produttori – in giorni fissi della settimana – si recano a vendere in prima persona le merci delle loro aziende agricole. Questo modo di fare la spesa richiede al consumatore una maggiore flessibilità: se da un lato si dovrà adattare a ciò che trova e dunque imparare a valorizzare i prodotti legati alla stagione e al territorio, tuttavia dall’altro lato ciò permetterà di diminuire in modo automatico il senso di disorientamento che spesso si prova nei grandi punti vendita. Meno scelta, ma di maggior qualità: andare al supermercato dotati di una lista della spesa (ben costruita, come vedremo nell’articolo successivo) significa operare la medesima selezione ma in prima persona, decidendo di optare per certi alimenti piuttosto che per altri (sarà poi la nostra creatività in cucina a valorizzarli: non serve essere degli chef, spesso sono proprio le ricette più semplici ad essere quelle di maggior effetto). Un altro vantaggio è la diminuzione della distanza tra produttore e consumatore, cosa che permette a quest’ultimo di compiere scelte più consapevoli e quanto più vicine ad un’alimentazione naturale e genuina (oltre che avere un minore impatto ambientale, tema importantissimo al giorno d’oggi).


Esistono anche organizzazioni molto valide che si occupano di mettere in contatto diretto il consumatore e il produttore, del quale vendono i prodotti (spesso anche con spedizione a domicilio): penso ad esempio a realtà come Cortilia e l’Alveare che dice di sì (quest’ultimo presente sul territorio anche con negozi fisici). Non vanno dimenticati i piccoli punti vendita nati come “baluardi” di aziende agricole, le quali hanno deciso di allargare il loro business aprendo negozi gestiti direttamente da loro: provate a controllare se ce n’è qualcuno nella zona in cui abitate!

Oppure potrebbero aver aperto un sito online: vale la pena digitare su Google prodotti che potrebbero interessarvi (per esempio: “fragole vicine a me”) e vedere se la macchina di ricerca vi reindirizza a venditori locali (con queste parole chiave ho appena scoperto il sito di StraBerry, giovane impresa che coltiva fragole in Lombardia). Infine non vanno dimenticati i classici panettieri, fruttivendoli, pescivendoli e macellai, dove sono solitamente garantite freschezza e qualità dei prodotti; anche i negozi biologici possono rappresentare una validissima alternativa, soprattutto per determinate categorie di alimenti (lo vedremo nello specifico nel prossimo episodio).

Vi sembra complicato? Vi stupirete invece nello scoprire che compare in questo modo può diventare un’esperienza divertente, di scoperta e di valorizzazione del proprio territorio. Invece che partire dalle ricette che si vedono sul web e cercare ad ogni modo i prodotti necessari per realizzarle, si avrà l’opportunità di invertire il processo: partire dagli ingredienti a disposizione per imparare a costruire vostre ricette. Ebbene si, questo vi permetterà anche di risparmiare.

Facciamo dunque un veloce riepilogo dei vantaggi garantiti da questo modo alternativo di fare la spesa:
- Maggior vicinanza con il produttore per un minore impatto ambientale;
- Maggiore garanzia di freschezza e qualità dei prodotti;
- Mancanza di disorientamento dovuta all’eccessiva scelta concessa al supermercato;
- Possibilità di valorizzare i prodotti del proprio territorio e scoprire nuovi ingredienti;
- Possibilità di risparmiare, imparando ad utilizzare intelligentemente gli ingredienti che si hanno a disposizione ed evitando di comprare ciò che non è necessario.
Detto questo, è innegabile la potenzialità dei supermercati: nel prossimo episodio della rubrica impareremo i “filtri” da applicare per realizzare una spesa sana e consapevole, evitando di cadere in tanti piccoli errori che possono fare la differenza.
Grazie per aver letto!
