Da classica universitaria quale sono, conosco perfettamente i disagi che ricorrentemente attanagliano la vita di noi poveri studenti fuorisede: privati di ogni energia, ci rintaniamo nelle nostre casette in affitto, desiderosi unicamente di sprofondare sul divano… sempre se ne abbiamo uno. Altrimenti, se siete un po’ sfigati come me, il letto diventa il rimedio ad ogni disagio esistenziale. Dopo infinite ore passate a seguire lezioni o a studiare in biblioteca, ci piacerebbe essere accolti da qualche delizioso manicaretto, pronto e servito: la mamma manca in questi momenti, vero? Eravate così felici di scappare da casa vostra e costruirvi un nuovo nido: e invece, beffa inaccettabile, avete scoperto che vivere da soli porta un sacco di grane: pulire ed ordinare l’appartamento, fare la lavatrice, ricordarsi i giorni in cui è ritirata la spazzatura, occuparsi della spesa e, ebbene sì, sfamarsi. Da soli. Tragedia! Soprattutto dopo diciotto anni passati a vivere dei piatti cucinati dalla mammina o degli snacks che magicamente spuntavano come funghi dalla dispensa… tanto non li pagavate voi. Ora invece siamo noi (o meglio, noi con i soldi dei nostri genitori) a pagare tutto e ci assale l’ansia anche solo a comprare un chicco d’uva in più. Per cui la dieta dello studente solitamente si riduce a uno di questi due estremi: alimentazione super healthy e controllata, che bandisce ogni schifezza nemica della linea (tua e del portafogli… perché si sa che un sacchetto di patatine tira l’altro) o un regime così ricco di merendine e preconfezionati low cost da mettervi in lista di attesa per una visita dal Dr. Nowzaradan.
Poi esiste lei, la paladina di tutti noi studenti universitari, il giusto compromesso tra una vita triste e una all’insegna dell’obesità: la mitica, inimitabile pasta al tonno. Veloce da preparare, versatile e pratica anche da portare come schiscetta (sono proprio una milanese, neh?). Sfido chiunque a trovare uno studente che, in dispensa, sia sprovvisto di un reparto appositamente dedicato alle inconfondibili scatolette: diligentemente organizzate in sofisticate torri – degne della più fine sensibilità ingegneristica – o accumulate in babeliche pile dalla stabilità precaria… della serie dimmi come ordini il tonno e ti dirò che studente sei.
Amici studenti, oggi voglio correre in vostro aiuto. Voglio offrirvi qualche idea per rendere la vostra consolazione quotidiana quel tantino più originale, ma mai estranea alla tradizionale, anzi sacra ricetta dell’universitario fuorisede. Non vi chiederò di cuocere nulla, che non sia la pasta ovviamente… perché va bene essere pigri, però non esageriamo, dai.
Per cui, amici miei, rimboccatevi le maniche e fornitevi dei seguenti ingredienti:
- Pasta (quella che vi pare: secca, fresca, all’uovo, lunga o corta) nelle quantità che più deliziano il vostro cuore, ma che non vi intrappolino nel temuto abbiocchino pomeridiano… altrimenti chi studia più?
- Scatoletta di tonno: tutte proteine funzionali a non rinsecchire durante l’appollaiata alla scrivania.
- Pomodori secchi (se ciliegini ancora meglio): se non sono conservati in olio di oliva, metteteli a bagno per qualche minuto, finché non diventeranno morbidi.
- Olive: quelle che preferite. Magari denocciolatele prima, eh… che i denti vi servono ancora per sorridere e fare bella figura agli esami.
- Pomodorini ciliegini freschi, di quelli belli dolci da sembrare caramelle. Quelle healthy.
- Olio Extra Vergine di oliva… niente cavolate di semi, per carità. Siamo poveri, ma abbiamo ancora una dignità, si spera.
- Succo di limone: non quello in bottiglietta. Il perché l’ho già spiegato nel punto precedente.
- Origano q.b. (cioè una valangta)
- Pepe q.b. (mi ripeto. Non serve a nulla il q.b., ma ho sempre desiderato scriverlo in una ricetta).
- Opzionale: cipolla di Tropea o cipollotto, tagliati fini fini. Dipende se quel giorno volete mantenere una vita sociale o meno. Dai scherzo. Chi la vuole una vita sociale se puoi buttare un cipollotto nella tua pasta al tonno.

Cuocete la pasta. Scolatela lasciandola umida, unite tonno (se in olio di oliva sgocciolatelo), olive, pomodorini freschi (tagliati a dadini) e secchi (e le cipolle, se siete veri/e uomini/donne). In una ciotolina a parte unite olio e succo di limone (per una parte di olio, mezza di succo) e, mescolando con forza, create una citronette: i liquidi devono mescolarsi alla perfezione e deve risultare un composto denso, in cui macinerete del pepe. Condite la vostra pasta con la citronette, aggiungete altro pepe e tanto, tantissimo origano.
Massima resa, minimo sforzo. Quando inventeranno il modo di fare lo stesso con lo studio, fate un fischio per favore.

Buon appetito!

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